Seleziona data
Data odierna
Eventi Home
TestimonianzeTestimonianze
Enrico Cerrai
L’Italia del nucleare prima di Cernobyl e gli effetti del referendum sui progetti italiani
Presidente Cise 2007
Gianni Silvestrini
"Contro i cambiamenti climatici con nuove energie" - Kyoto Club
Direttore del Kyoto Club. ulteriori info
Giampaolo Crepaldi
"Forse la lacuna principale presente in tanti atteggiamenti ambientalistici, pur soggettivamente generosi ma deboli sul piano culturale, è di voler salvare la natura concentrandosi sulla natura stessa"
Segretario del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, co-autore insieme a Paolo Togni del libro "Ecologia ambientale ed ecologia umana"
Egbert F. Jacobs
Paolo Togni
"Solo l'ecologia umana è veramente risolutiva dei problemi dell'ecologia ambientale"
Coordinatore di Ambiente & Sviluppo - Forum delle associazioni per l'ecologia umana. scarica il documento
Dario Camuffo
E’ possibile riscaldare senza danneggiare i beni culturali?Negli ultimi decenni la richiesta di un adeguato comfort termico ha portato il riscaldamento anche negli edifici storici e nelle chiese, dove è contenuta almeno la metà del nostro patrimonio culturale. Le opere lignee, i dipinti su tavola e tela, gli organi, i libri che richiedono di essere gelosamente mantenuti nel loro microclima storico si sono trovati esposti a forti sbalzi di temperatura e di umidità con conseguenze disastrose: il legno si crepa, tavole e tele si ritirano facendo distaccare la pellicola pittorica, i libri si stracciano, gli organi fessi non sono più utilizzabili. Riscaldamento dell’ambiente e conservazione delle opere sono incompatibili. La soluzione studiata con due progetti europei (Friendly-Heating e Sensorgan) sta nel cambiare strategia: anziché riscaldare questi enormi ambienti prima di far entrare i fedeli, conviene operare un riscaldamento mirato al comfort termico delle persone negli spazi specifici loro dedicati, lasciando praticamente a temperatura invariata (cioè al freddo) le strutture e le parti dell’edificio non interessate. In pratica, riscaldare solo le persone, dove sono e quando ci sono, non tutto l’edificio. Le persone vengono riscaldate con fonti di calore localizzate e adeguatamente distribuite al fine di rispondere al fabbisogno termico fisiologico, in modo differenziato: più calore a piedi e gambe, meno al volto. Per ridurre al minimo la dispersione del calore conviene utilizzare radiazione infrarossa da emittenti a bassa temperatura. Controllando la risposta delle opere sulle pareti e sulle volte, queste rimangono sostanzialmente indisturbate, nella loro condizione microclimatica naturale. In pratica, si richiede un compromesso tra le opposte esigenze di comfort termico e di conservazione, limitando la prima per non danneggiare le opere. Può essere un leggero sacrificio, ma compensato ampiamente, non solo in termini artistici. Le chiese in Italia sono circa 100.000 di cui circa metà riscaldate, per la maggior parte costituite da edifici storici senza possibilità di migliorare l’efficienza ai fini del risparmio energetico, dove il calore tende a salire e a disperdersi rapidamente. Il riscaldamento localizzato mira ad evitare questo problema, con la conseguenza di un consumo energetico molto minore. Questi risultati sono stati tenuti presenti nella normativa europea CEN (European Committee for Standardization), in conclusione della fase propositiva, che per le chiese raccomanda il riscaldamento con sistemi localizzati, mirati alle persone, mentre sconsiglia quelli a riscaldamento volumetrico generale. Dirigente di ricerca ISAC-Istituto di Scienze dell'Atmosfera e del Clima CNR
Cinzia Picchioni
"Come consumare di meno e vivere meglio, in armonia con l'ambiente"
Autrice di "Semplicità volontaria" |

Testimonianze

"Contro i cambiamenti climatici con nuove energie" - Kyoto Club
"Forse la lacuna principale presente in tanti atteggiamenti ambientalistici, pur soggettivamente generosi ma deboli sul piano culturale, è di voler salvare la natura concentrandosi sulla natura stessa"
"Solo l'ecologia umana è veramente risolutiva dei problemi dell'ecologia ambientale"
E’ possibile riscaldare senza danneggiare i beni culturali?











































